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Fattori di rischio e diagnosi


Fattori di rischio


Il principale fattore di rischio per l'insorgenza delle discinesie tardive è rappresentato, ovviamente, dall'esposizione ai farmaci antipsicotici. Non esistono ancora evidenze convincenti riguardo a una maggiore responsabilità di un particolare antipsicotico rispetto a un altro nel determinare l'insorgenza delle discinesie tardive. Sembra, tuttavia, che il rischio sia più basso nei pazienti che assumono antipsicotici atipici rispetto ai soggetti in terapia con antipsicotici tipici. La probabilità che si sviluppino discinesie, comunque, aumenta con l'aumentare della dose di farmaco e della durata della terapia.
Esistono poi fattori di rischio legati al paziente, quali:

  • l'età: il rischio è tanto più elevato quanto più il paziente è anziano;
  • il sesso: le donne sono più facilmente affette;
  • la presenza di patologie concomitanti del sistema nervoso centrale, come la demenza e i disturbi dell'affettività;
  • la presenza di sintomi negativi delle psicosi;
  • la presenza di malattie che compromettono il metabolismo cerebrale, come il diabete;
  • l'assunzione di alcool o cocaina, che interferiscono con il metabolismo cerebrale;
  • episodi precedenti di disturbi del movimento, come parkinsonismo indotto da farmaci;
  • il fumo di sigaretta;
  • la familiarità.

Infine, non va dimenticato che i disturbi del movimento possono essere indotti, oltre che dai farmaci utilizzati per trattare i disturbi psicotici, anche da altre categorie di medicamenti, usati per trattare la depressione, la dispepsia, la nausea e le vertigini (come gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina, i chinolonici, gli estrogeni, l'amiodarone).


Diagnosi


La diagnosi di discinesie tardive è basata sull'esame clinico e sulla storia neuropsichiatrica del paziente. Il medico dovrà prestare la massima attenzione ai movimenti della lingua e dell'area periorale. Ogni paziente deve essere esaminato attentamente valutando la presenza di sintomi iniziali. Esistono strumenti di valutazione, come la Abnormal Involuntary Movement Scale, che aiutano a identificare la presenza di eventuali sintomi iniziali e a controllarne l'evoluzione nel tempo.



Depositato presso AIFA in data 09/03/2010



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