Il principale fattore di rischio per l'insorgenza delle discinesie tardive è rappresentato, ovviamente, dall'esposizione ai farmaci antipsicotici. Non esistono ancora evidenze convincenti riguardo a una maggiore responsabilità di un particolare antipsicotico rispetto a un altro nel determinare l'insorgenza delle discinesie tardive. Sembra, tuttavia, che il rischio sia più basso nei pazienti che assumono antipsicotici atipici rispetto ai soggetti in terapia con antipsicotici tipici. La probabilità che si sviluppino discinesie, comunque, aumenta con l'aumentare della dose di farmaco e della durata della terapia.
Esistono poi fattori di rischio legati al paziente, quali:
Infine, non va dimenticato che i disturbi del movimento possono essere indotti, oltre che dai farmaci utilizzati per trattare i disturbi psicotici, anche da altre categorie di medicamenti, usati per trattare la depressione, la dispepsia, la nausea e le vertigini (come gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina, i chinolonici, gli estrogeni, l'amiodarone).
La diagnosi di discinesie tardive è basata sull'esame clinico e sulla storia neuropsichiatrica del paziente. Il medico dovrà prestare la massima attenzione ai movimenti della lingua e dell'area periorale. Ogni paziente deve essere esaminato attentamente valutando la presenza di sintomi iniziali. Esistono strumenti di valutazione, come la Abnormal Involuntary Movement Scale, che aiutano a identificare la presenza di eventuali sintomi iniziali e a controllarne l'evoluzione nel tempo.