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Prevenzione e approccio al trattamento


Le discinesie tardive rappresentano un effetto collaterale invalidante del trattamento con neurolettici. Nel soggetto in terapia con tali farmaci il medico dovrebbe vigilare attentamente e ricercare costantemente (almeno ogni 6 mesi) gli eventuali segni precoci della comparsa del disturbo. Vista la difficoltà del trattamento, la prevenzione primaria rappresenta un elemento cruciale, così come la diagnosi precoce e il rapido intervento terapeutico.
Come prima misura di prevenzione, le linee guida internazionali sottolineano l'importanza di impiegare, in prima linea, un farmaco antipsicotico atipico, utilizzando le dosi minime terapeutiche e sottoponendo il paziente a ripetute valutazioni diagnostiche.
Qualora compaiano discinesie tardive è bene rivolgersi immediatamente a uno specialista che presumibilmente consiglierà, quando possibile, di sostituire l'antipsicotico utilizzato con uno che possieda minore attività antagonista della dopamina, oppure di ridurre la dose. Interrompere la terapia antipsicotica può rappresentare un rischio elevato, non solo per il frequente aggravarsi della psicosi, ma anche per il possibile aggravarsi delle discinesie stesse. Le discinesie tardive hanno infatti la peculiarità di essere imprevedibili: solo in alcuni casi regrediscono alla sospensione del farmaco che le ha indotte, mentre in altri soggetti il disturbo del movimento si aggrava pesantemente. In questi casi la reintroduzione dei neurolettici può lentamente alleviare i sintomi.



Depositato presso AIFA in data 09/03/2010



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